“Per vivere “le ceneri” e aprire così il cammino di Quaresima”

La preghiera

Introduzione
O Dio vieni a salvarmi, Signore vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio che è che era e che
viene, per i secoli dei secoli, amen.

Inno
Oggi la cenere
ci riconduce alla terra
perché gli occhi
si aprano al cielo.
Oggi la cenere profuma il capo
per purificare il cuore.
Oggi al pane si mescola cenere
per render più vero il cammino.
Cristo è nel deserto:
è il tempo del digiuno;
Cristo veglia nella solitudine:
è l’ora della preghiera;
Cristo sale a Gerusalemme:
stringiamoci nel cammino
d’amore
pregustando la Pasqua.

Salmo cf. Sal 118 (119)
Beato chi è integro
nella sua via
e cammina nella legge
del Signore.

Beato chi custodisce
i suoi insegnamenti
e lo cerca con tutto il cuore.
Non commette certo ingiustizie
e cammina nelle sue vie.

Tu hai promulgato
i tuoi precetti
perché siano osservati
interamente.

Siano stabili le mie vie
nel custodire i tuoi decreti.
Non dovrò allora vergognarmi, se avrò considerato
tutti i tuoi comandi.

Ti loderò con cuore sincero,
quando avrò appreso
i tuoi giusti giudizi.
Voglio osservare
i tuoi decreti: non abbandonarmi mai. Gloria al Padre …

Lode e intercessione
Rit.: Rendici vigilanti, Signore.
„ Accordaci la grazia di fare attenzione al tempo che viviamo,
riconoscendo in esso i passi da compiere per tornare a te.

Rit.: Rendici vigilanti, Signore.
„ Facci vivere non davanti a noi stessi e allo sguardo ammirato degli
altri, ma nella verità del cuore, dove tu abiti e vedi.

Rit.: Rendici vigilanti, Signore.
„ Liberaci da ogni tentazione di ipocrisia, perché, anziché recitare un
copione come gli attori, ci lasciamo guidare dalla tua Parola di vita.
Padre nostro.

Rit.: Rendici vigilanti, Signore.

prima lettura

Gl 2,12-18
Dal libro del profeta Gioèle
Così dice il Signore: 12«Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, con pianti e lamenti. 13Laceratevi il cuore e non
le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è mise￾ricordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore, pronto
a ravvedersi riguardo al male». 14Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione? Offerta e liba￾gione per il Signore, vostro Dio.
15Suonate il corno in Sion, proclamate un solenne digiuno,
convocate una riunione sacra. 16Radunate il popolo, indite
un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli,
i bambini lattanti; esca lo sposo dalla sua camera e la sposa
dal suo talamo. 17Tra il vestibolo e l’altare piangano i sa￾cerdoti, ministri del Signore, e dicano: «Perdona, Signore,
al tuo popolo e non esporre la tua eredità al ludibrio e alla
derisione delle genti». Perché si dovrebbe dire fra i popoli:
«Dov’è il loro Dio?».
18Il Signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a
compassione del suo popolo. – Parola di Dio.

salmo responsoriale

50 (51)
Rit. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. Rit.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi. Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. Rit.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. Rit.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode. Rit.

seconda lettura

2Cor 5,20–6,2
Dalla Seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
Fratelli, noi, 20in nome di Cristo, siamo ambasciatori: per
mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in
nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che
non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro
favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di
Dio. Poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. Egli dice infatti: «Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso». Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il
giorno della salvezza! – Parola di Dio.

vangelo

Mt 6,1-6.16-18
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:  «State attenti
a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per
essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per
voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba
davanti a te, come fanno gli ipòcriti nelle sinagoghe e nelle
strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico:
hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu
fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua
destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre
tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipòcriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti,
per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entranella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà. E quando digiunate, non diventate malinconici come gli
ipòcriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo,
che vede nel segreto, ti ricompenserà». – Parola del Signore.

responsorio

cf. Bar 3,2; Sal 78 (79),9
Rinnoviamoci, e ripariamo al male che nella nostra ignoranza abbia￾mo fatto, perché non ci sorprenda la morte e non ci manchi il tempo di convertirci. Ascoltaci, Signore, pietà di noi, contro di te abbiamo peccato.
O Dio della nostra salvezza, vieni in nostro aiuto e per la gloria del tuo nome salvaci, o Signore.
Ascoltaci, Signore, pietà di noi, contro di te abbiamo peccato.

Riflessione:

Lacerare il cuore
«Ritornate a me con tutto il cuore» (Gl 2,12): ecco la Parola che
Dio ci rivolge attraverso il profeta Gioele all’inizio di questo tempo «favorevole», come lo definisce san Paolo (2Cor 6,2): tempo nel quale tornare a Dio, che ci riconcilia attirandoci a sé. Ritornare al Signore, ci rivela Gesù nel Vangelo di Matteo, significa anche entrare nella stanza segreta del proprio cuore, là dove solo Dio abita e ci conosce nella verità della nostra esistenza.
Gioele rivela che questo pellegrinaggio interiore esige di lacerare
non «le vesti», ma «il cuore» (Gl 2,13), il che significa frantumare
la corazza che lo rende duro come pietra, abbattendo le sue difese, che non impediscono a Dio di scendere nelle sue profondità, poiché quello è il suo luogo, la sua dimora, nulla gli può impedire di abitare questo spazio dentro di noi, che gli appartiene al punto tale che niente e nessuno può portarglielo via, neppure il nostro peccato o la nostra incredulità. Si tratta piuttosto di rimuovere quegli ostacoli che impediscono a noi di scendere nella verità del cuore, nella sua stanza più interiore e segreta, nella quale possiamo incontrare Dio, dialogare con lui, gustare la gioia di rimanere alla sua presenza. Quali sono queste difese, questi impedimenti? Evidentemente sono molteplici e vari. San Paolo ne addita uno, quando invita i corinzi a non accogliere invano la grazia di Dio, a non trascurare il momento favorevole. In positivo si tratta di vivere con sapienza il tempo, riconoscendovi la visita di Dio, l’ora della sua grazia. Anche negli eventi più quotidiani noi ci veniamo sempre a trovare di fronte a una scelta, a un discernimento: possiamo viverli davanti a noi stessi, oppure davanti a Dio. Possiamo cioè interpretarli, reagirvi, operare scelte e assumere decisioni, sulla
base dei nostri criteri umani, delle nostre logiche più immediate e spontanee, oppure sulla base di quei criteri che ci vengono dalla Parola di Dio, dalla disponibilità a condividere il sentire di Cristo, dalla docilità all’agire dello Spirito in noi.
All’inizio di un cammino quaresimale, ciascuno di noi disegna
un itinerario spirituale, individua alcuni impegni più concreti da
attuare, si propone delle rinunce, si dispone a vigilare maggiormente su quelle che riconosce come tentazioni più consuete.
Tutto questo va bene, è cosa buona e necessaria. Deve tuttavia non distrarci, soprattutto non deve farci dimenticare che il vero combattimento, la lotta autentica si attesta su un terreno diverso.
Tutto quello che noi possiamo scegliere o decidere è come una palestra in cui esercitarci, un allenamento che ci prepara a giocare poi la partita vera, che però si decide altrove. Dobbiamo fare attenzione a non confondere l’allenamento con la partita vera, che è la vita stessa a proporci in modo sempre imprevedibile e
sorprendente: la vita, che può scivolarci addosso, perché rimaniamo sempre in palestra senza mai affrontare il campo da gioco, o che al contrario possiamo trasformare nel tempo favorevole della grazia di Dio, se diventiamo capaci di reagire a tutto ciò che può accadere, e che non riusciamo né a prevedere né a dominare, rimanendo fedeli ai criteri di Dio anziché alle nostre logiche.
Per questo è importante scendere nel proprio cuore, abitare con pace il proprio mondo interiore, sgomberandolo da tutto ciò che lo riempie e non serve, e che soprattutto toglie spazio e tempo alla relazione con Dio nella quale matura e si plasma ogni altra relazione: quella con gli altri, nella forma dell’elemosina, cioè della condivisione, della solidarietà, della prossimità amorosa; quella con i beni della terra, nella forma del digiuno, della sobrietà, del non possesso. Non possiamo pretendere di dominare la vita, ci meraviglierà sempre, perché è più grande e più fantasiosa dei copioni che ci illudiamo di scrivere; dobbiamo piuttosto imparare a vigilare e a custodire la verità e la sapienza del cuore, perché reagisca nel modo giusto, secondo Dio e non secondo i nostri
idoli, a tutto ciò che accade e che sempre ci sorprende.

Padre buono e santo, tu apri davanti a noi un tempo favorevole, colmandolo della tua Parola che ci chiama e ci attira a te. Donaci di stare con fiducia davanti al tuo volto, consentendo al tuo sguardo di fare la verità della nostra vita, generandoci a relazioni vere con gli altri, libere da ogni cupidigia e brama di possesso, da ogni ipocrisia e narcisismo.

Buona Quaresima!

Precedente "Niente è peggio della guerra" Successivo "Il cammino dell'uomo verso Dio"