“Sperimentare la Croce”

La croce intesa come sofferenza la si può vivere in due modi; il primo e più immediato perché umanissimo: è il rifiuto, la paura, l’angoscia e la preoccupazione e in fine la disperazione perché pensiamo non ci sia più niente da fare. La nostra sofferenza, la nostra croce, non vorremmo mai viverla a malapena arriviamo a sopportare quella degli altri, ma la nostra proprio no. Ma come sappiamo nella vita prima o poi arriva sempre il nostro turno. La croce è costruita da diversi tipi di sofferenza: fuori di noi, vissuta dagli altri, persone care o conoscenti, oppure quella inflitta a noi da altri, ingiustizie, soprusi, delegittimazioni, non rispetto; questa poi si trasforma fino ad arrivare dentro di noi, nell’anima, nello spirito, nel subconscio; poi c’è quella del nostro corpo dettata da malattie non dipendenti da noi che possono limitarci in tutto.

Tale nostra situazione può portarci all’equivoco che anche la croce e sofferenza di Gesù sia stata ingiusta, atroce, inumana e quindi sia stata subita da Lui per compiacere Dio Padre e quindi un sacrificio subito perché necessario o comunque voluto da Dio. Questo lo si può pensare se riteniamo Dio come detto sopra un despota, un Dio che ha bisogno di sacrificio per placare la sua ira nei confronti degli uomini. Ma con l’esercizio precedente abbiamo invece scoperto un Dio che non risponde a questa immagine. Qui allora la seconda modalità con la quale poter vivere la croce, quella vissuta proprio da Gesù il Figlio prediletto amato da Dio. La croce Gesù l’ha affrontata si da solo ma sempre rivolto alla volontà di bene che pur guardando il solo legno i nostri occhi non riescono a vedere. Ma bisogna guardare a Gesù, Egli capisce che l’unico modo che gli resta per mostrare il suo immenso amore è quello di dare ciò che ha di più prezioso al mondo, ossia la sua vita di uomo, il suo corpo. Sulla croce Gesù non vive principalmente il dolore, ma lo vive offrendolo, è il suo immenso amore per noi e ce lo mostra sempre abbandonato nelle mani del Padre che sicuramente sta facendo assieme al Figlio nuove tutte le cose. Gesù si abbandona nelle mani del Padre: “Non come voglio io, ma come vuoi Tu”. Gesù è sicuro, non subisce la croce e dona la sua vita: Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio” (Gv 10,18) Questo vuole insegnarci Gesù, a non vivere ogni nostro guaio con paura e disperazione, ci insegna a portare la croce e a non subirla, viverla come dono di sé per un bene maggiore che ci supera.

“Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8,34) Sono infatti vari i desideri, gli aspetti del nostro ragionare che ci allontanano dal farci dono totale. Forse perché siamo troppo al centro della nostra attenzione, siamo noi al centro di noi stessi. Il nostro “io” egocentrico che sempre ha bisogno di avere tutto sotto controllo, pretende sempre di avere la risposta giusta per ogni cosa. Viviamo frustrazioni e paure quando le cose, i fatti della nostra vita non vanno come da noi previste o desiderate. Di conseguenza si vivono sofferenze anche profonde che ci infligge il nostro ego. Sembra proprio che la nostra croce principale siamo noi stessi, quando pretendiamo di essere al centro di tutto. Quindi le parole di Gesù risuonano già in altro modo alla nostra coscienza: “prendi la tua croce …” Cosa significa ora questa frase? Significa che c’è una fatica da compiere, il Calvario personale da risalire, accettare queste inclinazioni che sono presenti in noi, riconoscerle per poi rinnegarle ossia metterle ai margini del nostro spirito, perché così si possa creare spazio a Colui che può salvarmi, può liberarmi da esse mostrandomi la “sua Croce” che è sì fatta di sofferenza, una sofferenza che ha però come motore l’Amore. Ecco allora il nostro posto, non al centro ma “scentrati”, in cammino dietro all’Amore. È un cammino da fare dietro a Gesù attraverso l’aiuto del suo Spirito. Lasciamoci guidare dallo Spirito di Dio. Attraversando con Lui tutto quello che la vita ci riserva e ci riserverà, sapendo che secondo la nostra fede in Lui tutto sarà per il bene, il nostro bene.

Esercizio: Trova come negli altri esercizi un luogo tranquillo dove non essere disturbato/a. Fatti il segno di croce per preparare il tuo spirito all’incontro con Dio. Cerca il silenzio fuori e dentro di te, concentrati sul tuo respiro, chiedendo allo Spirito che respiri in te e ti faccia sperimentare la Carità di Dio: “Respira in me o Spirito Santo.

Quando senti di essere entrato nella pace grazie al silenzio interiore comincia a pregare così: “Gesù, Figlio di Dio, rivelami la mia croce:” Prega così finché ne sentirai bisogno, ritma la preghiera con il respiro calmo e tranquillo. In seguito, quando sarai pronto ascolta il brano evangelico, rileggi più volte, fallo entrare nel cuore, lascia che lo Spirito ti parli profondamente; leggi e ascolta!

Mc 8, 34-37

Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi sé stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c’è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita?

Rifletti: Riconosco quali sono le mie “croci”, gli aspetti della mia personalità, che devo rinnegare? Perché se non verranno accettate non potrò vivere felice veramente. Solo se accettate come reali potranno essere “perse”, lasciate cadere, non subite ma scelte perché parlino d’amore; queste inclinazioni vissute in nome di Gesù, salveranno la mia felicità in questa vita.

Ora offri a Gesù queste tue croci, perché Lui le faccia ancora una volta sue, le trasformi in nuova identità per te, nuova vita liberata dal peso della croce che rivestita di nuova consapevolezza diventerà strumento e via di liberazione e di pace.

Prega così con l’aiuto del respiro: “Gesù, Figlio di Dio, accoglimi così come sono” prega finché ne proverai giovamento, poi cambia la preghiera: “Signore Gesù, Figlio di Dio Padre, ti offro le mie croci, ti offro me stesso, accettami Signore”

Se vuoi puoi fare un passo ulteriore, cambia la preghiera: “Gesù, Figlio di Dio, riverso su di Te ogni mia sofferenza, perché so che hai cura di me. Liberami Signore!”

Termina pregando così:

Gioisci, gloriosa e vivificante Croce del Signore!

Tu hai scacciato i demoni per mezzo della forza

Di nostro Signore Gesù Cristo, su di te crocifisso,  

il quale è sceso negli inferi e ha distrutto la potenza

del divisore, donandoci te, Croce, in modo

che tu respinga ogni avversario e nemico.

(Tratta dalla preghiera ortodossa)

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